| Linea di comando - introduzione |
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| Sabato 09 Gennaio 2010 00:00 |
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Iniziamo una breve serie di articoli sull'uso della "linea di comando" in Linux. All'interno del terminale abbiamo un cursore che accetta input dalla tastiera. Prima del cursore troviamo, di norma, una stringa di caratteri, personalizzabile, contente diverse informazioni, come il nome utente o il nome del computer. Inoltre, in genere, un carattere "$" subito prima del cursore identifica la shell di un utente ordinario, mentre il carattere "#" identifica quella dell'utente root. Ciascun comando digitato dall'utente è composto da una parola chiave seguita eventualmente da una serie di opzioni (preceduti dal carattere "-" o "--") e da uno o più argomenti. I comandi di sistema, presenti di default in tutte le distribuzioni, sono moltissimi. Inoltre, buona parte dei programmi eseguibili sotto Linux, anche se di norma lanciati da GUI (Graphical User Interface), sono anche eseguibili da shell. Usandoli in questa modalità è anche possibile aggiungere ulteriori opzioni/argomenti, riuscendo a sfruttarli al meglio. Questa serie di articoli non può essere quindi esaustiva: per una descrizione dettagliata di tutti i comandi, oltre alla enorme mole di informazioni reperibili su internet, si può anche utilizzare, sempre dalla shell, il comando "man" seguito dal nome del comando di interesse. Ad esempio, "man ls", visualizzarà nel terminale una dettagliata descrizione del comando "ls", con tutte le sue opzioni e argomenti. Un piccolo esempio: per verificare in quale cartella (o directory) del filesystem ci troviamo, usiamo il comando "pwd" pwd esempio [bruno@miopc ~]$ pwd in questo esempio, la parte iniziale della riga (fino a "$") rappresenta il promt, composto dal nome utente (bruno) e dal nome del computer (miopc)
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